Domande chiuse nella PNL

Una delle buone pratiche della formazione esperienziale, per lo meno per la mia esperienza e per quanto ho condiviso in questi anni con diversi colleghi, è quella di fare domande aperte. Le domande chiuse, quelle la cui risposta è sì o no per intendersi, sono relegate in secondo piano, anche perché non favoriscono l’emergere delle opinioni dei partecipanti ma lasciano solo lo spazio a risposte puntuali. Sì o no, appunto.

Vi sono però alcune domande che vale la pena di porre anche in modo chiuso, purché si adotti un sistema di risposta adeguato che permetta delle riflessioni che vadano al di là della risposta del singolo individuo, sistema che permetta in seguito di scavare agevolmente dietro il sì o no. La prima cosa è che la domanda chiusa, in effetti, non viene posta al singolo partecipante ma a tutto il gruppo, facendo si che il gruppo, inoltre, risponda tutto nello stesso momento. Un po’ come l’alzata di mano, mettiamola così (“chi è d’accordo alzi la mano…”).

L’alzata di mano, in realtà, espone “il giusto”, come dicono qui a Firenze. Nel senso che c’è chi la mano la alza ben visibile, chi appena appena, chi ha la mano monca… Ci sono sistemi più funzionali dell’alzata di mano e che permettono riflessioni più interessanti quando si sta facendo il debriefing di un’attività.
Chiaramente anche le domande devono essere ben poste per far nascere delle risposte, e degli scenari di discussione, che siano utili per la crescita del gruppo. E questo è il secondo punto.

In particolare, ci sono tre domande chiave. E le trovate qui di seguito:

•“Durante l’attività, vi siete sentiti coinvolti?” cioè, gli altri membri del gruppo vi hanno fatto sentire parte dell’attività e conseguentemente parte del gruppo stesso? Eravate presi dall’attività o l’avete vissuta passivamente, giusto perché andava fatta?

•“Durante l’attività, vi siete sentiti parte attiva?” cioè, avete partecipato attivamente alla risoluzione del problema o alle operazioni previste per portare a termine l’attività? Questa domanda differisce dalla precedente in quanto le persone possono sentirsi coinvolte, perché magari vengono interpellate o si sentono empaticamente parte di quanto accade, ma non fanno nulla attivamente o quasi.

•“Durante l’attività, vi siete sentiti ascoltati?” cioè, gli altri membri del gruppo hanno posto attenzione alle vostre osservazioni, se ne avete fatte?

e a queste tre domande il gruppo può, anzi deve, rispondere in un modo preciso. Non che la risposta sia predeterminata, intendiamoci, semplicemente la modalità di risposta è predeterminata.

febbraio 17th, 2015 by